I due progetti
Superficie e tomogramma
La catena multi-baseline. Quarantatre acquisizioni impilate, coregistrate massimizzando la coerenza e non il picco della cross-correlazione, invertite in quota con un periodogramma per pixel. Ne esce la superficie della piana e la nuvola tomografica.
La superficie del deserto si ricostruisce con precisione metrica. Le piramidi no: le facce a 52° contro un’incidenza di 37° sono in layover pieno, e il piano dei diffusori dominanti resta appena sopra il deserto.apri la sezione →Dai pixel grezzi, non dalle immagini
Due spotlight X-band di Capella Space, presi dal CPHD: la phase history, cioe’ la matrice I/Q impulso per impulso. La catena si fa da sola la compressione in range, le sotto-aperture e la quota del suolo dalle coordinate k dei pixel, e mette in registro le due prese fra loro.
La parallasse fra le due date e’ 1.52 m per metro di quota contro 0.026 dentro una presa sola: la dispersione sulla piana scende da 77 a 15 m. In profondita’ invece non c’e’ niente da leggere: il profilo lungo l’asse dei voxel e’ piatto entro 0.2 dB.apri la sezione →Che cosa hanno in comune
La stessa finestra di analisi — le tre piramidi piu’ un margine — e la stessa regola: ogni soglia viene da una distribuzione nulla misurata, mai scelta a mano, e ogni risultato viene riportato anche quando dice di no.
Il dato pero’ non e’ lo stesso, ed e’ il punto. La prima catena impila 43 passaggi Sentinel-1 a 5×20 m e ricava la quota dalle baseline fra le date. La seconda parte da due soli spotlight Capella, ma dal CPHD: non l’immagine focalizzata, la matrice I/Q impulso per impulso, da cui si rifanno compressione in range e sotto-aperture. Dove la prima ha molte date e poca risoluzione, la seconda ha due date e una geometria che si misura da sola.
E arrivano allo stesso ostacolo da due direzioni. Le facce delle piramidi salgono a circa 52°: sono in layover, con centinaia di punti di superficie ripiegati nella stessa cella. La prima catena lo vede come una superficie che non segue le facce; la seconda come una quota che segue il profilo noto in pendenza ma con una dispersione sulla piana molto piu’ larga della sua precisione a priori.